Fisioterapia per tutti

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Luisa,
si capisco che generalmente non rispondi bene alle terapie.
Se gli ultrasuoni ti hanno fatto bene, potresti anche pensare di ripeterli.
Per questo disturbo, le terapie che facciamo in ambulatorio sono:
1) Laser,
2) Ultrasuoni,
3) Manipolazioni.
Le manipolazioni non devono essere fatte sulla zona dolorosa, anzi, generalmente io lavoro tutta la gamba, soprattutto dal ginocchio in giù dove si accumulano tante tensioni.
Però capisco che ogni terapista ha uno stile e delle tecniche diverse.
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Fisioterapia Ortopedica / Re:Dolore al collo del piede dx e storia di fascite plantare sn
« Ultimo post da luisa8 il Dicembre 21, 2017, 01:37:13 pm »
Grazie mille Dottore è la prima volta che ottengo una risposta così esaustiva e utile.
Sono consapevole del fatto che il problema al piede destro l'ho causato io caricando eccessivamente nei mesi per il dolore che sentivo per la fascite all'altro piede. Non ho trovato qualcuno che mi abbia saputo guidare in questo percorso. Alla prima visita fatta dopo la comparsa del dolore, l'ortopedico a cui mi ero rivolta mi aveva detto che l'unica soluzione sarebbe stata fare tre infiltrazioni di acido ialuronico oppure un mese con il piede in scarico e con le stampelle. Optai per l'iniezione che mi causò un gonfiore e un dolore incredibile, tale da non poter neanche appoggiare il piede per terra.  Lui mi disse che avevo avuto un trauma dell'ago, quindi appena ristabilita un pò mi affidai ad un altro ortopedico che prescrisse tecar e ultrasuoni che mi hanno aiutato molto riducendo pian piano il gonfiore, permettendomi di riappoggiare  il tallone per terra ma il dolore della fascite non è mai scomparso. Allora mettevo ghiaccio e riposo ogni volta che mi tornava il dolore, quindi sbagliando? Ho provato anche a fare un altro ciclo di tecar ma questa volta mi provocava fastidio e ho interrotto dopo la terza seduta. Poi dopo l'iter delle varie visite, solo durante l'estate nuotare un pò al mare mi ha aiutato, anche se sentivo sempre la caviglia destra instabile e debole. A inizi settembre purtroppo mi sono dovuta sottoporre ad un intervento e sono stata di nuovo ferma a lungo, poi rimettendo le scarpe chiuse il problema si è riacutizzato. Gli esercizi che faccio come giustamente mi ha fatto notare sono evidentemente sbagliati perchè mi accentuano il dolore e sto molto meglio quando non li faccio.
Ora come mi ha suggerito farò una radiografia per capire meglio quanto emerso nell'ecografia.
Ho molta paura di mettermi nelle mani sbagliate perchè nel corso del tempo mi hanno manipolato molto il piede ogni volta accentuandomi il dolore.
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Fisioterapia Ortopedica / Re:Edema sotto piede post distorsione
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Dicembre 21, 2017, 02:12:10 am »
Jessica,
in generale il gonfiore rimane sotto al malleolo, ma in caso di distorsione grave si può gonfiare tutto il piede e la caviglia.
Se non lo appoggi è peggio perché la circolazione ha bisogno di contrattura muscolari per funzionare.
Il liquido che si trova nella caviglia scende a causa della gravità, quindi non è così strana la tua situazione.
Se la radiografia non mostra fratture a livello del tallone, probabilmente la spiegazione più adatta è la gravità.

Ora, cosa fare?
Sicuramente ti consiglio di muoverti più possibile nei limiti del dolore.
Se hai problemi ad appoggiare, cerca di camminare sul morbido oppure con delle scarpe alte per appoggiare di più sulla punta.
Evita i tacchi.
Ti consiglio anche due letture interessanti:
http://www.fisioterapiarubiera.com/distorsione-alla-caviglia/
http://www.fisioterapiarubiera.com/dolore-piede/caviglie-gonfie-e-piedi-gonfi/

Puoi fare tanti esercizi per la caviglia e il piede da seduta o sdraiata senza appoggiare il peso sopra.
Per la Thailandia, potresti avere problemi a salire le scale in aereo, ma basta che lo segnali al personale di volo e ti aiuteranno.
Chiedi al tuo fisioterapista se ti fa fare degli esercizi di riabilitazione propriocettiva che sono fondamentali per li recupero post-distorsione e per prevenire le recidive.




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Luisa,
Effettivamente sarebbe meglio vedere la radiografia per capire dov'è quella calcificazione di cui parli, ma dal referto sembra che non sia uno sperone.
Per la fascite, io ti sconsiglio lo stretching, non ho mai visto pazienti guarire con lo stretching, ma solo riacutizzare il dolore.
Se l'esercizio con la pallina ti da fastidio evitalo oppure premi meno.
CI sono altri esercizi che puoi fare, qui ci sono tutti gli esercizi e i rimedi:
http://www.fisioterapiarubiera.com/cura/fascite-plantare-rimedi-cura/

Ora, la sedentarietà non ti ha aiutato, forse è la causa del problema insieme ad alcuni alimenti che mangi.
Anche se sei magra, devi stare attenta all'alimentazione, in particolare latticini e cereali (pizza, pasta, pane, ecc.)
Questi alimenti sono pro-infiammatori e favoriscono la formazione di calcificazioni.
Il mio consiglio è di muovere il piede e la gamba più possibile, se riesci a camminare ok, altrimenti anche da casa senza carico.
Puoi fare esercizi da sdraiata o seduta.
Il riposo non è una terapia, può essere accettabile per due giorni, cioè nella fase acuta, secondo gli studi scientifici.
Tuttavia io eviterei anche quei due giorni perché il riposo non è una terapia.

Se non bastasse, ti consiglio di rivolgerti ad un bravo fisioterapista/osteopata che sappia fare la terapia manuale sul piede.
In questo modo può sciogliere contratture e tensioni che  causano dolore.
Ricorda che se hai avuto il dito a martello, probabilmente la fascia sta "tirando" ed è retratta.
La posizione delle ossa dipende da muscoli e fascia di tessuto connettivo, se questi sono accorciati è normale che cambi l'anatomia dello scheletro.



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Fisioterapia Ortopedica / Edema sotto piede post distorsione
« Ultimo post da jessica cataldo il Dicembre 21, 2017, 12:08:55 am »
Buonasera Dottore, le scrivo in quanto a causa di una brutta distorsione mi trovo a pochi giorni da un tanto atteso viaggio in Thailandia a decidere se partire o annullare tutto.
Esattamente 20 giorni fa mi stavo recando in pronto soccorso in seguito ad un trauma distorsivo in inversione alla caviglia destra. Dalla radiografia risultò non esserci alcun osso rotto o frattura così mi mandarono a casa consigliandomi fans topici e cavigliera. Non essendosi asciugato l'enorme edema presente in zona malleolo, decisi allora di recarmi dal medico di base passati 5 giorni, il quale mi prescrisse fasciatura con ossido di zinco. Quindi dopo un totale di 10 giorni di riposo di cui 5 di fasciatura, il dolore rimaneva tanto forte da non riuscire ad appoggiare il piede, così purtroppo tornai ancora in pronto soccorso dove in seguito ad una nuova radiografia risultarono esserci   tessuti molli tumefatti. Così mi venne messa la doccia gessata per 7 giorni. Tolta personalmente la doccia gessata dopo 5 giorni, in quanto mi accorgevo di stare perdendo la mobilità senza trarne altri benefici, mi sono recata dal fisioterapista con il quale in seguito ad un ecografia ho iniziato un ciclo di tecarterapia di 9 sedute per riassorbire l'edema. L'ecografia infatti mostrava un ingente versamento di liquido nello spazio intercellulare, tanto da non riuscire a scongiurare totalmente eventuali legamenti rotti ( anche se l'ecografista pensa che non sia successo nulla di grave, solo uno stiramento). Ad oggi sono alla quarta tecar (le faccio ogni giorno fino ala data della partenza), la caviglia si è sgonfiata totalmente e non ho alcun impedimento di mobilità articolare, anzi sento pochissimo fastidio ma non più dolore. Tutto questo senza carico del corpo però, perché in realtà non cammino da quando sono caduta in quanto il gonfiore si è spostato tutto sotto la pianta del piede, in particolare sotto il tallone e nella zona sotto le dita, tanto da far fatica a piegarle per quanto è "cicciotto" il piede. L'edema è ora esclusivamente sotto il piede, e quando provo a caricare peso non sento dolore ma un forte formicolio. Se cammino questo diminuisce perché il piede si scalda, ma appena mi fermo diventa ancora più gonfio e torna completamente gelido. Le mie domande sono : è normale che il gonfiore si sia spostato in questa zona mentre la caviglia sembra essere quasi guarita?
Ma soprattutto camminare sull'edema peggiora la situazione o al contrario velocizza la guarigione? e infine, a suo parere sarebbe meglio evitare di partire per un paese dove vi saranno 30 gradi, o con i giusti accorgimenti (stampelle per scaricare il peso, tutore aircast quando necessario, bagni acqua calda e fredda per circolazione, riposo serale, esercizi di recupero seguendo i suoi video online) il piede potrà lentamente guarire comunque senza peggiorare la situazione?
Mi scuso per essermi dilungata ma dopo aver guardato tutti i suoi video e letto molti topic non ho trovato un'analoga situazione con gonfiore sotto il piede. La  ringrazio anticipatamente per quelli che ovviamente prenderò come pareri, consigli, non avendomi visitata personalmente.
Cordialmente
Jessica.C
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Fisioterapia Ortopedica / Dolore al collo del piede dx e storia di fascite plantare sn
« Ultimo post da luisa8 il Dicembre 19, 2017, 03:56:33 pm »
Buongiorno Dottor Defilippo, avrei urgente bisogno del suo aiuto perchè è da un anno ormai che combatto con una fascite plantare al piede sinistro e, da oltre un mese, con un dolore acuto al piede destro al collo del piede sotto l'osso interno della caviglia per il quale oggi ho effettuato un'ecografia a entrambi i piedi col seguente referto:
L'esame non rileva alterazioni del tendine di Achille. Si osserva ispessimento dell'aponevrosi plantare a livello dell'inserzione calcaneale a destra. A sinistra permane ispessimento per circa mm 30.7x4.6x25.6 nei maggiori diametri da fascite plantare, medialmente. Si osserva infine  lieve tenosinovite dei tendini dei muscoli tibiale posteriore e flessore lungo delle dita a destra dove si osserva una minuta immagine sclero-calcifica da esiti di pregresso trauma.
Mi è stata anche consigliata una risonanza al piede destro per vedere meglio questa calcificazione da trauma, ma ora non so come gestire la cosa perchè il dolore mi si riacutizza ogni volta che scendo un gradino o semplicemente carico leggermente sul piede destro come quando entro dentro la doccia. Sento un dolore acuto che poi se cammino normalmente su piano mi passa. Inoltre sento un dolore come di un livido al tallone ogni volta che lo appoggio sul materasso dopo qualche minuto in cui sono in posizione supina. Vorrei sapere cosa mi consiglia di fare se fasciarlo, fare movimento o tenerlo a riposo. In questo mese ho messo ghiaccio, lasonil, lungo riposo ma senza risultato. Consideri che io non faccio sport tranne lunghe camminate prima che si scatenasse il problema della fascite plantare che mi ha obbligato a ridurre ulteriormente il poco movimento che facevo. Sono un po sottopeso perchè peso 50 chili per 1.73 non ho mai portato tacchi e lavoravo lunghe ore al pc quindi seduta. Sono stata sottoposta ad intervento alle dita a martello del piede sinistro nel 2005, purtroppo non risolutivo perchè nel corso degli anni il secondo dito è tornato ad arcuarsi completamente. Per il resto non ho sofferto di particolari problemi ai piedi fino all'episodio di fascite, a seguito di un piegamento brusco del polpaccio e piede  verso l'interno mentre avevo la gamba accavallata. Da allora ho eseguito ciclo di tecar e ultrasuoni vari esami tra cui rx a emtrambi i piedi anche sotto carico che non hanno mostrato spine calcaneari nè altre alterazioni ossee, poi RMN al piede sinistro nel marzo 2016 che ha mostrato una tendinopatia del tibiale post del flessore lungo dell’alluce. Sfumate aree di edema della spongiosa ossea del calcagno, dell'astragalo di verosimile natura postraumatica e/o algosdistrofica e un edema della fascia plantare in sede calcaneare. Questo referto poi è stato ridimensionato dall'ortopedico che me l'aveva prescitta dicendo che le immagini non mostravano elementi patologici significativi che giustificasse una calcaneodinia invalidante,  mi ha detto che pensava invece a qualcosa sempre pertinente alla neurologia come una sindrome del tunnel tarsale, ma di natura diversa dall'algodistrofia. Allora ho eseguito esame neurologico di velocità di conduzione arti inferiori dove tutto è risultato nella norma e esami per escludere problemi di natura reumatica, tiroidei o diabete ecc.  Nel frattempo ho continuato a gestire il problema con esercizi di streching per allungare la fascia plantare, pallina sotto il piede che mi ha sempre provocato purtroppo dolore e ghiaccio ogni volta che sentivo dolore. Per ultimo ho visto un fisiatra che dopo avermi prescitto RMN  lombo sacrale che non ha rilevato ernie o altri problemi, mi aveva prescitto tallonette o plantari, le tallonette mi aumentavano il dolore ai talloni mentre il plantare non l'ho voluto far realizzare perche sarebbe stato il terzo paio negli anni in quanto dopo l'intervento per le dita a martello e successivamente nel 2015 a seguito di visita podologica che avevo fatto per valutare un eventuale nuovo intervento per il dito a griffe residua mi avevano realizzato plantari per piede pronato e iperpronazione dinamica ma non sono riuscita mai a portarli perchè mi causano un forte dolore proprio nel punto in cui ora ho la fascite plantare.
Mi scuso per essermi dilungata tanto ma non riesco a riassumere maggiormente quest'anno  trascorso dietro al mio problema. La ringrazio in anticipo per il suo consulto e per ogni prezioso suggerimento che mi potrà dare.
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Medicina in generale / Re:Problema Ginocchio
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Dicembre 19, 2017, 07:09:30 am »
Jin,
Molta gente mi scrive pensando di avere la sclerosi multipla, ma prima di preoccuparsi senza motivo, meglio analizzare la situazione in modo oggettivo.
Partiamo con un dolore alla coscia e una cicatrice, uno strappo vecchio di anni???
Poi c'è il problema del formicolio generale, in questo caso il medico ti ha parlato di ansia???

Cosa fare? La prima cosa è chiedere al medico se ti fa fare degli esami strumentali, ma se la visita neurologica è negativa, forse non ti prescrive niente.

Ansia e stress causano spesso dolori fisici e sintomi, si chiama somatizzazione.
Però non bisogna pensare subito all'ansia, nel senso che prima bisogna accertarsi che non ci siano altri problemi di salute, solo dopo aver escluso tutto si può pensare all'ansia.
Se il problema è lo stress, bisogna passare a uno stile di vita più sano.
Innanzitutto attività fisica all'aria aperta in modo regolare.
Poi la dieta, molti sottovalutano questo aspetto, ma spesso la causa del malessere è l'alimentazione che non è ben tollerata dal corpo.
In tal caso bisogna passare ad una dieta di prodotti naturali e non trasformati dall'uomo.
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Elena,
si, la pallina per l'automassaggio può aiutare, è tra le terapie indicate per la sindrome del piriforme e per i trigger point del piriforme attivi.
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Fisioterapia sportiva / Re:Tendinopatia ischio crurale inserzione tuberosità ischiatica
« Ultimo post da ElenaG il Novembre 17, 2017, 05:51:31 pm »
Salve Dr. eccomi dopo tanto tempo.
Fortunatamente ho risolto con tecar ma le onde d'urto non me le hanno volute fare perché mi hanno sempre detto che oltre ad essere super dolorose , sulle donne, visto la vicinanza con apparato genitale, non sono consigliate.
Adesso sto facendo Mezier per un problema posturale, ovviamente ho il piriforme dx (e a quanto pare è sempre stato così) infiammato che come mi siedo schiaccia il nervo sciatico.
Sto facendo automassaggi con pallina più trattamento dal fisio quando faccio Mezier. Pensi la pallina fatta tutti i giorni possa aiutarmi?
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Fisioterapia Ortopedica / Re:Distorsione caviglia: legamento PAA irritato
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Novembre 16, 2017, 02:29:45 pm »
Mark,
effettivamente, dopo 4 anni non possiamo essere sicuri che la causa sia quella.
In ogni caso io sono contrario all'immobilizzazione, abbiamo un corpo che ha dei "pezzi di riserva" e li può sfruttare.
Mi spiego meglio, se rompi un muscolo, ce ne sono altri che possono svolgere il suo compito.
Idem per i legamenti, si rompe il peroneo-astragalico-anteriore, ci sono altri legamenti e tendini che possono stabilizzare la caviglia, quindi non ti preoccupare.
Ora, la rieducazione propriocettiva sarebbe il top, provo ad allegarti un video.

https://youtu.be/GrdHUS0T_2A

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