Fisioterapia per tutti

Post recenti

Pagine: 1 2 3 [4] 5 6 7 8 9 10
31
Luisa,
Effettivamente sarebbe meglio vedere la radiografia per capire dov'è quella calcificazione di cui parli, ma dal referto sembra che non sia uno sperone.
Per la fascite, io ti sconsiglio lo stretching, non ho mai visto pazienti guarire con lo stretching, ma solo riacutizzare il dolore.
Se l'esercizio con la pallina ti da fastidio evitalo oppure premi meno.
CI sono altri esercizi che puoi fare, qui ci sono tutti gli esercizi e i rimedi:
http://www.fisioterapiarubiera.com/cura/fascite-plantare-rimedi-cura/

Ora, la sedentarietà non ti ha aiutato, forse è la causa del problema insieme ad alcuni alimenti che mangi.
Anche se sei magra, devi stare attenta all'alimentazione, in particolare latticini e cereali (pizza, pasta, pane, ecc.)
Questi alimenti sono pro-infiammatori e favoriscono la formazione di calcificazioni.
Il mio consiglio è di muovere il piede e la gamba più possibile, se riesci a camminare ok, altrimenti anche da casa senza carico.
Puoi fare esercizi da sdraiata o seduta.
Il riposo non è una terapia, può essere accettabile per due giorni, cioè nella fase acuta, secondo gli studi scientifici.
Tuttavia io eviterei anche quei due giorni perché il riposo non è una terapia.

Se non bastasse, ti consiglio di rivolgerti ad un bravo fisioterapista/osteopata che sappia fare la terapia manuale sul piede.
In questo modo può sciogliere contratture e tensioni che  causano dolore.
Ricorda che se hai avuto il dito a martello, probabilmente la fascia sta "tirando" ed è retratta.
La posizione delle ossa dipende da muscoli e fascia di tessuto connettivo, se questi sono accorciati è normale che cambi l'anatomia dello scheletro.



32
Fisioterapia Ortopedica / Edema sotto piede post distorsione
« Ultimo post da jessica cataldo il Dicembre 21, 2017, 12:08:55 am »
Buonasera Dottore, le scrivo in quanto a causa di una brutta distorsione mi trovo a pochi giorni da un tanto atteso viaggio in Thailandia a decidere se partire o annullare tutto.
Esattamente 20 giorni fa mi stavo recando in pronto soccorso in seguito ad un trauma distorsivo in inversione alla caviglia destra. Dalla radiografia risultò non esserci alcun osso rotto o frattura così mi mandarono a casa consigliandomi fans topici e cavigliera. Non essendosi asciugato l'enorme edema presente in zona malleolo, decisi allora di recarmi dal medico di base passati 5 giorni, il quale mi prescrisse fasciatura con ossido di zinco. Quindi dopo un totale di 10 giorni di riposo di cui 5 di fasciatura, il dolore rimaneva tanto forte da non riuscire ad appoggiare il piede, così purtroppo tornai ancora in pronto soccorso dove in seguito ad una nuova radiografia risultarono esserci   tessuti molli tumefatti. Così mi venne messa la doccia gessata per 7 giorni. Tolta personalmente la doccia gessata dopo 5 giorni, in quanto mi accorgevo di stare perdendo la mobilità senza trarne altri benefici, mi sono recata dal fisioterapista con il quale in seguito ad un ecografia ho iniziato un ciclo di tecarterapia di 9 sedute per riassorbire l'edema. L'ecografia infatti mostrava un ingente versamento di liquido nello spazio intercellulare, tanto da non riuscire a scongiurare totalmente eventuali legamenti rotti ( anche se l'ecografista pensa che non sia successo nulla di grave, solo uno stiramento). Ad oggi sono alla quarta tecar (le faccio ogni giorno fino ala data della partenza), la caviglia si è sgonfiata totalmente e non ho alcun impedimento di mobilità articolare, anzi sento pochissimo fastidio ma non più dolore. Tutto questo senza carico del corpo però, perché in realtà non cammino da quando sono caduta in quanto il gonfiore si è spostato tutto sotto la pianta del piede, in particolare sotto il tallone e nella zona sotto le dita, tanto da far fatica a piegarle per quanto è "cicciotto" il piede. L'edema è ora esclusivamente sotto il piede, e quando provo a caricare peso non sento dolore ma un forte formicolio. Se cammino questo diminuisce perché il piede si scalda, ma appena mi fermo diventa ancora più gonfio e torna completamente gelido. Le mie domande sono : è normale che il gonfiore si sia spostato in questa zona mentre la caviglia sembra essere quasi guarita?
Ma soprattutto camminare sull'edema peggiora la situazione o al contrario velocizza la guarigione? e infine, a suo parere sarebbe meglio evitare di partire per un paese dove vi saranno 30 gradi, o con i giusti accorgimenti (stampelle per scaricare il peso, tutore aircast quando necessario, bagni acqua calda e fredda per circolazione, riposo serale, esercizi di recupero seguendo i suoi video online) il piede potrà lentamente guarire comunque senza peggiorare la situazione?
Mi scuso per essermi dilungata ma dopo aver guardato tutti i suoi video e letto molti topic non ho trovato un'analoga situazione con gonfiore sotto il piede. La  ringrazio anticipatamente per quelli che ovviamente prenderò come pareri, consigli, non avendomi visitata personalmente.
Cordialmente
Jessica.C
33
Fisioterapia Ortopedica / Dolore al collo del piede dx e storia di fascite plantare sn
« Ultimo post da luisa8 il Dicembre 19, 2017, 03:56:33 pm »
Buongiorno Dottor Defilippo, avrei urgente bisogno del suo aiuto perchè è da un anno ormai che combatto con una fascite plantare al piede sinistro e, da oltre un mese, con un dolore acuto al piede destro al collo del piede sotto l'osso interno della caviglia per il quale oggi ho effettuato un'ecografia a entrambi i piedi col seguente referto:
L'esame non rileva alterazioni del tendine di Achille. Si osserva ispessimento dell'aponevrosi plantare a livello dell'inserzione calcaneale a destra. A sinistra permane ispessimento per circa mm 30.7x4.6x25.6 nei maggiori diametri da fascite plantare, medialmente. Si osserva infine  lieve tenosinovite dei tendini dei muscoli tibiale posteriore e flessore lungo delle dita a destra dove si osserva una minuta immagine sclero-calcifica da esiti di pregresso trauma.
Mi è stata anche consigliata una risonanza al piede destro per vedere meglio questa calcificazione da trauma, ma ora non so come gestire la cosa perchè il dolore mi si riacutizza ogni volta che scendo un gradino o semplicemente carico leggermente sul piede destro come quando entro dentro la doccia. Sento un dolore acuto che poi se cammino normalmente su piano mi passa. Inoltre sento un dolore come di un livido al tallone ogni volta che lo appoggio sul materasso dopo qualche minuto in cui sono in posizione supina. Vorrei sapere cosa mi consiglia di fare se fasciarlo, fare movimento o tenerlo a riposo. In questo mese ho messo ghiaccio, lasonil, lungo riposo ma senza risultato. Consideri che io non faccio sport tranne lunghe camminate prima che si scatenasse il problema della fascite plantare che mi ha obbligato a ridurre ulteriormente il poco movimento che facevo. Sono un po sottopeso perchè peso 50 chili per 1.73 non ho mai portato tacchi e lavoravo lunghe ore al pc quindi seduta. Sono stata sottoposta ad intervento alle dita a martello del piede sinistro nel 2005, purtroppo non risolutivo perchè nel corso degli anni il secondo dito è tornato ad arcuarsi completamente. Per il resto non ho sofferto di particolari problemi ai piedi fino all'episodio di fascite, a seguito di un piegamento brusco del polpaccio e piede  verso l'interno mentre avevo la gamba accavallata. Da allora ho eseguito ciclo di tecar e ultrasuoni vari esami tra cui rx a emtrambi i piedi anche sotto carico che non hanno mostrato spine calcaneari nè altre alterazioni ossee, poi RMN al piede sinistro nel marzo 2016 che ha mostrato una tendinopatia del tibiale post del flessore lungo dell’alluce. Sfumate aree di edema della spongiosa ossea del calcagno, dell'astragalo di verosimile natura postraumatica e/o algosdistrofica e un edema della fascia plantare in sede calcaneare. Questo referto poi è stato ridimensionato dall'ortopedico che me l'aveva prescitta dicendo che le immagini non mostravano elementi patologici significativi che giustificasse una calcaneodinia invalidante,  mi ha detto che pensava invece a qualcosa sempre pertinente alla neurologia come una sindrome del tunnel tarsale, ma di natura diversa dall'algodistrofia. Allora ho eseguito esame neurologico di velocità di conduzione arti inferiori dove tutto è risultato nella norma e esami per escludere problemi di natura reumatica, tiroidei o diabete ecc.  Nel frattempo ho continuato a gestire il problema con esercizi di streching per allungare la fascia plantare, pallina sotto il piede che mi ha sempre provocato purtroppo dolore e ghiaccio ogni volta che sentivo dolore. Per ultimo ho visto un fisiatra che dopo avermi prescitto RMN  lombo sacrale che non ha rilevato ernie o altri problemi, mi aveva prescitto tallonette o plantari, le tallonette mi aumentavano il dolore ai talloni mentre il plantare non l'ho voluto far realizzare perche sarebbe stato il terzo paio negli anni in quanto dopo l'intervento per le dita a martello e successivamente nel 2015 a seguito di visita podologica che avevo fatto per valutare un eventuale nuovo intervento per il dito a griffe residua mi avevano realizzato plantari per piede pronato e iperpronazione dinamica ma non sono riuscita mai a portarli perchè mi causano un forte dolore proprio nel punto in cui ora ho la fascite plantare.
Mi scuso per essermi dilungata tanto ma non riesco a riassumere maggiormente quest'anno  trascorso dietro al mio problema. La ringrazio in anticipo per il suo consulto e per ogni prezioso suggerimento che mi potrà dare.
34
Medicina in generale / Re:Problema Ginocchio
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Dicembre 19, 2017, 07:09:30 am »
Jin,
Molta gente mi scrive pensando di avere la sclerosi multipla, ma prima di preoccuparsi senza motivo, meglio analizzare la situazione in modo oggettivo.
Partiamo con un dolore alla coscia e una cicatrice, uno strappo vecchio di anni???
Poi c'è il problema del formicolio generale, in questo caso il medico ti ha parlato di ansia???

Cosa fare? La prima cosa è chiedere al medico se ti fa fare degli esami strumentali, ma se la visita neurologica è negativa, forse non ti prescrive niente.

Ansia e stress causano spesso dolori fisici e sintomi, si chiama somatizzazione.
Però non bisogna pensare subito all'ansia, nel senso che prima bisogna accertarsi che non ci siano altri problemi di salute, solo dopo aver escluso tutto si può pensare all'ansia.
Se il problema è lo stress, bisogna passare a uno stile di vita più sano.
Innanzitutto attività fisica all'aria aperta in modo regolare.
Poi la dieta, molti sottovalutano questo aspetto, ma spesso la causa del malessere è l'alimentazione che non è ben tollerata dal corpo.
In tal caso bisogna passare ad una dieta di prodotti naturali e non trasformati dall'uomo.
35
Elena,
si, la pallina per l'automassaggio può aiutare, è tra le terapie indicate per la sindrome del piriforme e per i trigger point del piriforme attivi.
36
Fisioterapia sportiva / Re:Tendinopatia ischio crurale inserzione tuberosità ischiatica
« Ultimo post da ElenaG il Novembre 17, 2017, 05:51:31 pm »
Salve Dr. eccomi dopo tanto tempo.
Fortunatamente ho risolto con tecar ma le onde d'urto non me le hanno volute fare perché mi hanno sempre detto che oltre ad essere super dolorose , sulle donne, visto la vicinanza con apparato genitale, non sono consigliate.
Adesso sto facendo Mezier per un problema posturale, ovviamente ho il piriforme dx (e a quanto pare è sempre stato così) infiammato che come mi siedo schiaccia il nervo sciatico.
Sto facendo automassaggi con pallina più trattamento dal fisio quando faccio Mezier. Pensi la pallina fatta tutti i giorni possa aiutarmi?
37
Fisioterapia Ortopedica / Re:Distorsione caviglia: legamento PAA irritato
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Novembre 16, 2017, 02:29:45 pm »
Mark,
effettivamente, dopo 4 anni non possiamo essere sicuri che la causa sia quella.
In ogni caso io sono contrario all'immobilizzazione, abbiamo un corpo che ha dei "pezzi di riserva" e li può sfruttare.
Mi spiego meglio, se rompi un muscolo, ce ne sono altri che possono svolgere il suo compito.
Idem per i legamenti, si rompe il peroneo-astragalico-anteriore, ci sono altri legamenti e tendini che possono stabilizzare la caviglia, quindi non ti preoccupare.
Ora, la rieducazione propriocettiva sarebbe il top, provo ad allegarti un video.

https://youtu.be/GrdHUS0T_2A

38
Fisioterapia Ortopedica / Re:Distorsione caviglia: legamento PAA irritato
« Ultimo post da mark il Novembre 16, 2017, 12:46:05 am »
Dottore grazie della risposta.

Il medico nella sua relazione, per descrivere quanto riscontrato durante la visita parla di algia.

Nel timore che ci fosse una rottura del legamento, mi era stata consigliata astensione dal carico e un tutore bivalve, prescrizione che ho seguito alla lettera per circa 4 settimane. Alla fine di questo periodo sentivo la caviglia letteralmente come se fosse un pezzo di legno quando provavo una camminata veloce.

L'immobilità è stata sicuramente inutile e dannosa, in quanto a soli quattro giorni dall'evento, a causa di un'emergenza mi sono visto costretto a far le scale di corsa senza le stampelle, rendendomi conto di non aver alcun fastidio o dolore.

A rallentare il processo di guarigione è anche la sedentarietà e mancanza di attività fisica che, visto il perdurare del problema descritto, vorrei iniziare seriamente solo adesso.

A tratti durante determinati manipolazioni forzate del piede o durante una breve corsetta, si avverte la sensazione piacevole che sia ha quando si muove un arto rimasto troppo a lungo fermo.

Possibile che a distanza di quasi quattro anni parte dell'articolazione sia ancora bloccata e che l'attività quotidiana del camminare, pur se minima, non la abbia sbloccata ?
39
Fisioterapia sportiva / Re:Infortunio bicipite femorale
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Novembre 14, 2017, 12:13:56 am »
Si,
è possibile che non passi dopo mesi, potrebbe essere anche uno stiramento.
Durante la partita, il tuo muscolo è caldo e non senti il dolore, tuttavia la contrattura/stiramente non sparisce.
40
Fisioterapia Ortopedica / Re:Distorsione caviglia: legamento PAA irritato
« Ultimo post da dr. Massimo Defilippo il Novembre 14, 2017, 12:10:49 am »
Mark,
l'attività fisica ha un effetto benefico sul corpo e sulle infiammazione, infatti stimola la circolazione sanguigna e quindi previene le congestioni di sangue e altri liquidi.
Sicuramente ti consiglio di continuare a fare attività fisica.

Quello che mi hai descritto somiglia ad un algodistrofia, è una parola complicata che non significa quasi niente, ma i pazienti dopo un infortunio possono avere un dolore cronico.
Se non ci sono altri problemi che possono causare questo disturbo, la magnetoterapia può essere una terapia indicata per l'algodistrofia.
Tuttavia devi chiedere al medico se concorda e se hai controindicazioni, sai senza vederti faccio solo delle ipotesi.
Se non bastasse, credo che un osteopata possa sbloccarti le articolazioni. Dopo una distorsione, la prima cosa che faccio sono delle manipolazioni.


Pagine: 1 2 3 [4] 5 6 7 8 9 10